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persone con una concentrazione di recettori dopaminergici D2 cerebrali inferiore
alla norma (determinata geneticamente), hanno un rischio più elevato
di sviluppare una forma di dipendenza.
Gli alcolismi Piuttosto
che di tipologie dell'alcolismo sarebbe più corretto parlare di alcolismi,
tuttavia meritano attenzione alcuni tentativi classificatori, se non altro
come contributi clinici storico-antologici. La prima classificazione degli
alcolisti che ha tenuto conto degli aspetti sociali, psicologici, medici del bere
è quella di Jellinek (1960) che individuò cinque diverse categorie: Bevitori
alfa: consumatore che beve per disinibirsi, per allentare i propri freni.
Bevitori beta: bevitore occasionale. Questi due tipi non sono affetti
da dipendenza, ma hanno un maggior rischio, rispetto alla popolazione generale. Bevitori
gamma: in questa categoria rientrano coloro la cui caratteristica centrale
è la perdita di controllo. Sono soggetti che possono anche astenersi
dallalcol, ma nel momento in cui ne iniziano luso lo fanno in modo
incontrollato. Bevitori delta: è l'etilista soggetto a crisi
di astinenza. Spesso necessitano di ricoveri in ospedale a causa delle complicazioni
organiche e delle crisi astinenziali, ma tornano a bere non appena dimessi.
Bevitori epsilon: il soggetto è un bevitore episodico, con periodi
di eccesso (per es. sobrio durante tutta la settimana, ubriaco nel weekend). Comprende
anche quei soggetti che possono astenersi dal bere anche per lunghi periodi, poi
improvvisamente ricominciano in modo incontrollato. Cloninger (1987) in base
ad altre osservazioni individuò due sottogruppi principali di alcolisti,
uno ad eziologia genetico-ambientale, laltro prevalentemente genetica. Tipo
I: lesordio dellalcoldipendenza e dei problemi alcolcorrelati
è tardivo (dopo i 30 anni) e raramente accompagnato da comportamenti
aggressivi o da complicazioni legali o sociali dovute allabuso di alcol.
Tipo II: è più frequente nei maschi; ha un esordio più
precoce (prima dei 25 anni) ed è legato a problemi sociali e legali. Il
contatto con i Servizi sanitari è precoce; spesso in questi soggetti si
riconoscono disturbi antisociali di personalità e casi di alcolismo e
depressione nei familiari di primo grado.
Altre classificazioni si sono
basate sulle caratteristiche di personalità del bevitore Bevitore
compulsivo: beve ogni giorno fino ad ubriacarsi; dopo aver iniziato a bere,
non riesce più a controllarsi. Smette soltanto perché lo stato
di incoscienza, la fine del denaro o interventi esterni lo costringono ad arrestarsi.
Riesce a trascorrere brevi periodi di astinenza o intervalli fra le bevute,
ma il primo sorso di alcol fa immediatamente scattare il comportamento del
"tutto o nulla" e continua a bere fino a ubriacarsi. Questo tipo
di bevitore tende a colpevolizzarsi, talvolta è aggressivo e desideroso
di affetti, ma in fase di intossicazione alcolica può trasformarsi
completamente alternando l'aggressività alla depressione. Bevitore
gregario: corrisponde all'alcolista da bar o da trattoria di paese, che di
rado perde totalmente il controllo: ingerisce grandi quantità di alcol,
ma riesce a smaltirle nelle serate in compagnia. L'alcol ha la funzione di
elemento unificante tra i singoli bevitori che, pur avendo personalità
diverse, riescono generalmente ad armonizzare tra di loro, a scambiarsi formule
semplici per la risoluzione dei problemi del mondo, a darsi pacche sulle spalle,
ad abbracciarsi e ad avere atteggiamenti di intima amicizia. In genere il
gregario non soffre di particolari frustrazioni o conflitti in quanto delega al
gruppo i suoi sentimenti repressi e i suoi problemi. In questa categoria di
bevitori rientrano coloro che bevono per identificarsi in un modello culturale,
per esempio gli artisti o gli studenti del campus universitario. Sovente
il modo di bere del singolo si adatta a quella del gruppo, tanto che l'uscita
da questo può portare anche a una riduzione dell'abuso di alcol; perciò
l'appartenente a questa tipologia dovrebbe essere colui che ha la prognosi più
favorevole nei confronti del bere. Bevitore
autistico: corrisponde al clochard, al mendicante-assistito, al barbone per
vocazione, all'artista introverso e chiuso al mondo. Sono in genere persone
emarginate dalla società o per rifiuto o per costrizione, ma che non sono
necessariamente "fuorilegge". Vivono grazie all'assistenza o a un'attività
minima che consente loro di sopravvivere. L'alcol potrebbe essere il mezzo
di consolazione per la situazione vissuta, oppure potrebbe essere stato la causa
di questo tipo di vita. Talvolta questo tipo di bevitore vive momenti di grande
generosità, di acquisti insensati e di tentativi di mutamento radicale
della sua vita. L'alcolismo autistico può anche rappresentare il punto
di arrivo di altre forme di alcolismo, soprattutto quando il soggetto subisce
un'emarginazione violenta durante il suo percorso di etilista. Questo fa sì
che l'appartenente a questa tipologia sia difficile da curare e da disintossicare. Bevitore
solipsistico: corrisponde al professionista che si chiude nello studio e passa
buona parte del tempo a bere, soprattutto superalcolici. Questo tipo di bevitore
sfoga nell'alcol le tensioni della vita quotidiana, la sua paura di non farcela
e di non essere all'altezza.. La società o, a suo tempo, la famiglia
contribuiscono a creare la paura di non essere all'altezza, di non essere
capace di soddisfare il suo compito e a creare, quindi, una situazione di grande
conflitto. Il soggetto spesso diventa alcolista non quando si impegna per
soddisfare la sua immagine, ma piuttosto quando si accorge che questa era coatta.
Può essere definito un alcolismo da successo, e si può manifestare
in tutte le classi sociali quando il punto d'arrivo non è in sintonia con
i reali investimenti personali. L'alcolista solipsistico nega la sua dipendenza,
la nasconde, se ne vergogna e la giustifica. Bevitore
regressivo: è colui che beve periodicamente, intervallando mesi di
eccessi a mesi di bevute normali. È un soggetto che cerca di controllarsi,
ma in situazioni a rischio, come in compagnia, a un ricevimento o quando la
scelta delle bevande è ampia, difficilmente riesce a mantenere i buoni
propositi Il soggetto insomma è consapevole del problema e pur essendo
in grado di autocontrollarsi, si lascia coinvolgere facilmente in situazioni di
tipo disinibitorio e di eccesso. La ricaduta lo riempie di vergogna, d'impotenza,
ma anche di aggressività. Bevitore
reattivo: incontra l'alcol in conseguenza di una situazione dolorosa, come
un lutto, e il tutto assume il carattere di una crisi. Non essendo in grado
di reagire diversamente, beve e questo accentua la disperazione che ha scatenato
la situazione. La battaglia contro l'alcol diventa particolarmente fallimentare
e destinata a cocenti sconfitte, perché l'alcol diviene il mezzo per sopportare,
per lenire le paure e il dolore, diventando così un sostituto affettivo
gratificante e soddisfacente. Anche la casalinga frustrata e insoddisfatta
del suo ruolo corrisponde a questa tipologia di bevitore, perché l'alcol
diventa il mezzo compensatorio della situazione a cui non riesce a ribellarsi
e diviene una forma di aggressione nei confronti dell'uomo che la fa sentire
una donna-oggetto. Bevitore
pulsionale: è colui che, pur bevendo in modo eccessivo se sollecitato
emotivamente, pur ricorrendo all'alcol per eludere l'ansia e i conflitti,
è consapevole della sua dipendenza, ma cerca l'alcol volontariamente, perché
questo assume il significato di sedativo e diventa una fonte di piacere. Anche
se è consapevole dei danni che si procura, preferisce bere per affrontare
situazioni di tensione o di noia quotidiana. La pulsione di bere è
intimamente accettata e lo smettere viene vissuto come un tremendo dispiacere
e un progetto sempre futuro. Questa dipendenza ricorda molto quella del fumatore
che considera il fumo come una parte del suo vivere normale. |